Un singolo, via Internet, è in grado di impattare profondamente la realtà circostante.
E' già stato dimostrato e ogni giorno ne abbiamo dimostrazione.
Ad esempio, facendo un semplice sito (Napster), un applicativo (ICQ), un hack (DVD John), diffondendo una notizia o un "dato" che interessi alla gente (pensiamo al successo del documentario Outfoxed, ma anche a animazioni satiriche come quella di JibJab, diventata in un lampo il corto multimediale più visto della storia del web).
A maggior ragione, utenti ben organizzati via web, possono diventare un soggetto mediatico / politico / sociale “forte”, in grado di avere voce in capitolo su qualsiasi materia di interesse.
Nel settore del software succede in continuazione con numerosi applicativi open source.
Allo stesso modo l'aggregazione via web sta avendo successo in progetti come Wikipedia, dove utenti sconosciuti, uniti solamente da un intento/etica comune, stanno raccogliendo milioni di pagine di sapere a disposizione di tutti (da pochi giorni Wikipedia ha raggiunto quota 1 milione di articoli).
In particolare, credo che la svolta tecnologica, che permetterà agli utenti di Internet di avere un peso reale effettivo, si avrà non appena prenderà piede quello che mi piace definire "PnetP".
In sostanza si tratta di aspettare che le tecnologie di file sharing, social networking (ed in particolare social mobile software), RSS, e più in generale di broadcatching, si evolvano e diventino utilizzabili facilmente a costi minimi.
L'esempio più semplice di PnetP, è la possibilità per ognuno di noi di diventare a nostra volta un "Media" (a chi voglia approfondire questo specifico tema, consiglio la lettura di "We the media", del grande Dan Gillmor).
Immaginiamo per un attimo di poter - a costo "quasi zero"-, produrre un filmato, montarlo, distribuirlo, avvisare in tempo reale tutti gli interessati, raccogliere commenti/critiche, inoltrarlo a diversi devices(cellulari, smartphone, ecc.), scambiarlo con altri.
Facilmente.
In tempo reale.
Quale impatto avrebbe sul settore delle telecomunicazioni?
Sul mondo politico?
Sul business in generale?
La notizia interessante è che già oggi alcune di queste fasi, quali produzione (con telecamere digitali di qualità televisiva, disponibili ai prezzi più bassi della storia), e montaggio (i software di montaggio sono sempre più facili da usare e economici), sono già pronte.
Altre quali la distribuzione e la portabilità sono ancora in fase di sviluppo, per superare gli attuali problemi di costi e usabilità.
Infatti trasmettere oggi via Internet, ad esempio un video (o comunque file di grosse di grosse dimensioni), significa sobbarcarsi costi di banda non indifferenti, offrendo comunque una qualità non paragonabile alla fruizione televisiva.
In aggiunta, mentre per la televisione maggiori sono gli utenti connessi migliore è l'economia di scala, sul Web è l'esatto opposto (tanti più utenti visitano il mio sito, tanto più pago per distribuire contenuti).
Però consideriamo che progetti come Torrentocracy, (con distribuzione dei dati via torrent per bypassare il problema della banda, collegati a RSS per avvisare gli utenti), vari applicativi di SO.MO.SO. (social networking su dispositivi portatili, con geolocalizzazione di chi fa parte del proprio gruppo), sistemi di Hactivismo (TXTmob, ad esempio) e altri strumenti come MythTV, o Freevo, (open source Personal Video Recorder - PVR-, tipo TIVO e Akimbo, per unire web e televisione), sembrano aver tracciato la strada.
Quando il PnetP sarà una realtà, allora Internet avrà un impatto senza precedenti sulla vita delle persone ed inevitabilmente, sui Media, sul mercato e sulle Istituzioni.
E questo accadrà a breve.

Caro Marco,
Mi chiamo Victor Abellon, sono spagnolo anche se lavoro a Ginevra (Nazione Unite-questo non è importante). Ho un mio blog (www.caramelosmog.blogspot.com addaptazione di un CD de Samuele Bersani che si chiama così) y sono autore nel metablog bitacoras.org.
Inanzitutto vorrei dire che i tuoi articoli sono appassionante e trattano dei argomenti per i quali ho un gran interesse.
Sto preparando un artícolo sulla 'open source television) scritto de Mark Pesce (eheheh) de la Scuola de Cinematogrfia, Televisione e Radio di Australia http://www.aftrs.edu.au/go/library/research-tools/reports-and-papers/open-source-television/index.cfm.
Per quanto riguarda la tivù, Mark Pesce crede in un Internet tuner (risultato de un lavoro open source) basato nel social networking e nelle P2P sharing per la distribuzione dei contenuti.
Che Pensa lei di questo impostamente? Crede che ci sarà un futuro per questo tipo di tv?
Per quanto riguarda a la tv digitale in Italia (e la promessa interattività- non sò come puo essere posiibili senza contenuti. mi sembra piutosto una atrezzatura per i marketters)
Ci sono pericoli?
Sò che non sono un bravo giornalista. Chiedo scusa perciò.
La ringrazio per la sua cortese atenzione
victor abellon
Scritto da: Victor Abellón | 25 gennaio 2005 a 17:59